Esclusività e qualità | ecco perché bisogna acquistare i brand emergenti

on Febbraio 28, 2020 by Ilaria Introzzi Leave your thoughts

Made in Italy, ecosostenibilità e creatività. Sono i motivi principali per acquistare i brand emergenti. Da queste tre caratteristiche ne scaturiscono altre, tutte legate tra di loro. Dal fatto in Italia, infatti, si arriva alla produzione artigianale, passando dalla qualità dei tessuti o dei pellami. Quindi alla realizzazione in loco, sfruttando le diverse caratteristiche di cui gode ogni regione del nostro paese. Ne deriva subito che la tutela dell’ambiente è immediata. Sì perché uno stilista emergente non ha i volumi di vendita dei brand di fast fashion, i quali hanno delle rimanenze di magazzino di milioni di pezzi, andando così a inquinare perché per smaltirle servono mesi, se non anni. Inoltre, un giovane designer ha più amore per il suo lavoro e può concentrarsi sulla ricerca di tessuti organici o altri filati, provenienti da una filiera controllata.

La produzione limitata a pochi pezzi comporta anche la possibilità di ispirarsi veramente a ciò che più è in linea con il DNA del brand e dei suoi clienti, andando così a mantenere autentico il vero motivo per cui si fa moda: far sognare, consapevolmente. Come fa THE B. che produce interamente in Italia le sue magnifiche creazioni per la donna, ispirandosi al vintage ma reinterpretandolo in chiave contemporanea grazie anche alla mano artigianale di cui dispone per mettere appunto ogni abito.

Acquistare un capo prodotto da un brand emergente significa scommettere su di lui e pensare al futuro. Infatti è un vero e proprio investimento che, con gli anni, può vedere aumentare il valore del pezzo comprato. Anche nel caso di una t-shirt handcrafted. Il giovane brand Nicola Brescini sviluppa a Firenze le sue magliette su cui vengono stampate illustrazioni nate per esprimere il suo punto di vista sulla società.

Le grandi multinazionali, tra cui quelle del lusso, non badano più esclusivamente a questi aspetti. I loro interessi, infatti, sono altri, dal profitto alla decentralizzazione della produzione. Anche se alcune stanno cambiando rotta, concentrandosi sull’ambiente, ad esempio, è molto difficile per loro ritornare all’integrità del passato.

Esclusività è un’altra parola del vocabolario della moda emergente. Andare contro i conformismi, le regole imposte dai social. E se di genio e sregolatezza si vuole parlare (e puntare), come non citare i gioielli fatti a mano da Lora Nikolova, che a Milano, nel suo atelier, realizza monili ispirati all’arte astratta, utilizzando materiali vari, come il vetro, la resina, fino alle pietre semi-dure. Per dare quel tocco di preziosità che non guasta mai. E il lusso è richiesto anche nelle fragranze d’autore, come quelle firmate Mendittorosa. Nel laboratorio, la fondatrice Stefania Squeglia crea profumi senza compromessi e ispirati a Stromboli, isola da cui è partito il suo viaggio interiore e nel mondo della profumeria.

Una grande donna creativa, ribelle e all’avanguardia, stilista emergente tra gli anni ’70 e ’80, Vivienne Westwood, ha detto: “Compra meno, scegli meglio e fai durare a lungo ciò che compri. Punta sulla qualità, non la quantità.” Acquistare un brand emergente significa proprio questo. Ed è una bellissima sensazione puntare sulla nicchia; indossare qualcosa che nessun altro possiede.

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