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Intervista a Gaetano Pollice | il mistero delle borse fatte a mano

Gaetano Pollice, il Tutto in una borsa. È il primissimo giorno di Altaroma, lo spazio Showcase si è animato da poche ore. Entriamo e subito lo vediamo, immerso tra le sue borse, tra i suoi idilli, tra le sue poesie…tutte da indossare! Forme, colori, modelli…come ogni volta, anche stavolta ci incanta. Gli andiamo incontro con entusiasmo, lo stesso che lui regala a noi. Ormai un po’ di tempo è passato dal nostro primo incontro, dal nostro primo amore per questo brand che in quanto tale non passa mai. Discorsi, sorrisi, scambi di idee ed opinioni. Le parole volano, le parole scorrono in un fiume inarrestabile di discorsi così amicali e poco formali che ci fanno riscoprire simili, combattenti ed appassionati al nostro lavoro.

Gaetano Pollice, classe 1981, una laurea in Scienze della Comunicazione, la formazione in moda all’Istituto Secoli e tante esperienze in tasca con rinomati brand come Max Mara, Borbonese, Trussardi. Nel 2014 realizza il suo progetto, il brand che porta il suo nome. Gaetano Pollice è sinonimo di made in Italy, di artigianalità ma anche di modernità. In questo marchio convivono due anime, due bellezze: quella affascinante del passato e quella innovativa e misteriosa del futuro.

Le sue borse non sono infatti semplici oggetti, ma custodi preziosi di saperi e di sapere. Come l’antica arte del tombolo, ispirazione costante per il brand e per il suo designer, nato proprio nella terra di questa arte…il Molise. E mentre curiosiamo, apriamo, guardiamo e proviamo queste piccole meraviglie iniziamo a chiedere a Gaetano di raccontarci qualcosa di questa ultima collezione.

Vediamo tantissime nuove creazioni ci vuoi dire di più? Da dove hai preso spunto per le tue nuove nate? “Allora stavolta tutto parte dal fiocco, motivo che ho messo su tutti i modelli, come anche sul nuovissimo zaino. Il fiocco per ben due motivi: sia perché ricorda i nodi del ricamo a tombolo, i nodi che le donne del Molise intrecciavano con i vari fili, idea da cui è nato il brand, sia per il significato di fusione, unione che ha…è qualcosa che lega qualcos’altro.” 

Ed i colori invece? “La palette colore è naturale: cammello, verdi, verde sottobosco…la pelle che si alterna allo scamosciato. E poi ovviamente il viola, uno dei miei colori preferiti che cerco sempre di riproporre nelle mie collezioni..ed ancora il menta, il rosa anche lui sempre presente.” 

Noto che hai usato un anello come manico della borsa… “Esatto! Questo è il manico della Bell clutch, un vero e proprio scrigno foderato in pelle e con appunto l’anello che funge da manico.”

Cambiano i modelli, cambiano le ispirazioni ma non mancano mai i ricami con la tecnica del tombolo che poi, in fondo, rappresentano quel tocco di raffinatezza che ti contraddistingue… “Il Tombolo è un’arte antica. Le mie sono borse dallo spirito antico che vogliono vivere in un mondo moderno. Ricordo quando mia nonna mi raccontava le storie del paese mentre l’aspro ronzio della macchina per cucire accompagnava la sua voce. Le mie borse sono delle donne vissute in epoche lontane, che conservano tutto il mistero di una tradizione “fatta a mano” e non si imbarazzano nel camminare tra le strade di un presente che è già futuro.”

Come definisci le tue borse? “Le mie borse non sono dei semplici oggetti. Sono passione, amore, gioia. Tutto insieme. E se riuscirete a trovare almeno una di queste cose in una mia borsa, allora vuol dire che mi avrete reso felice.”

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