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Intervista a Gaiofatto | l’armonia delle forme

Gaiofatto, ad Altaroma, l’ultima collezione del marchio 100% made in Italy. Michela è davanti al suo stand, in abiti eleganti e sofisticati proprio come il suo brand. Dietro di lei tantissime creazioni interessanti, figlie di materiali scelti e cuciti insieme con tanto buon gusto e saper fare. Ci avviciniamo, facciamo due chiacchiere e improvvisamente restiamo colpite da una nuova realtà. Gaiofatto è un brand giovane, emergente e interamente made in Italy. La costruzione dei capi, l’equilibrio delle forme e dei volumi: tutto è studiato secondo un metodo preciso, secondo un approccio sperimentale che non teme di conoscere nuove verità e scoprire altre visioni. In Gaiofatto vive un lusso inedito, uno stile nel vestire che corrisponde ad uno stile di vita, abitato da sensazioni.

Una laurea in Design della Moda nel 2013 allo Iuav di Venezia, tante esperienze diverse nel suo curriculum, presentazioni delle sue collezioni al Pure London, a Milano Moda Donna ed anche durante le fashion weeks di Parigi, Shanghai, New York, Venezia. Michela Gaiofatto ha le idee chiare, vuole vestire una donna che rifiuta l’omologazione in nome di una qualità ricercata. La sua è un’estetica essenziale, moderna, caratterizzata da uno stile lineare e contemporaneo che l’ha portata a distinguersi dagli altri, tanto da essere inserita nel 2014 nella Black Sheep di NJAL come una dei designer più promettenti nel panorama mondiale. I capi Gaiofatto sono una carica di energia: creati secondo una filosofia ad alto impatto sociale, raccolgono nel loro percorso positività, condotta e trasmessa poi dagli stessi.  Un brand, una mission sostenibile e da sostenere. E mentre Michela ci racconta tutto questo, posso toccare con mano e capire davvero il know how sartoriale che sta dietro il suo lavoro, la relazione corpo spazio che esplora ogni giorno per creare forme nuove, l’evoluzione continua di un design innovativo fermo però nei valori esclusivi dell’artigianalità e della qualità.

Così oggi presenti la tua ultima collezione. Ti va di raccontarcela? Ispirazioni, forme, colori…?  “Certo, di base in ogni collezione mi piace lavorare sulle strutture, magari esagerarne alcune, scomporne altre, insomma giocare con loro. L’importante è ovviamente trovare un equilibrio, creare un’armonia.”

Tu vesti la femminilità. Come vedi la donna contemporanea, anzi del futuro? “Mmm…trasversale. Si deve adattare a più occasioni, vestire per più occasioni: per questo ho lavorato il denim sulla seta creando abiti inediti che in base all’ accessorio possono essere perfetti da mattina a sera.” 

Viviamo in un mondo in continua evoluzione, dove i grandi Big convivono sempre più con i nuovi talenti. Ti sentiresti di dare un consiglio ai giovani stilisti? Cosa e come fare per realizzare una propria collezione…realizzare i propri sogni?Tu sei una designer emergente ma già con molte esperienze ed adesso qui a Showcase… “Sicuramente sono contentissima di essere qui. Anche se sono solo all’inizio, potrei consigliare di essere sì molto creativi ma anche molto concreti, considerando sempre che si ha a che fare con un corpo, donna o uomo che sia…c’è la necessità di un utilizzo! Poi consiglierei di essere curiosi, sì curiosi di conoscere le tecniche di produzione e realizzazione e…sì, trovare una propria identità, portarla avanti, mantenerla. Che forse è la parte più difficile!”

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