Intervista a A-lab Milano | Alessandro Biasi si racconta

on Marzo 20, 2019 by Giulia Fucile Leave your thoughts

A-lab Milano è arte, stampe,  sartorialità. A- lab Milano è la forza di un cambiamento che non lascia mai indietro la tradizione, la coerenza ad uno stile proprio e riconoscibile ma così nuovo e inedito ogni volta. Alessandro Biasi, fondatore di A-lab Milano, ci ha raccontato in un’intervista esclusiva la sua storia e quella del suo brand.

Cosa ti ha spinto e come ti sei avvicinato al mondo della moda? “Ho cominciato per gioco a realizzare degli sketches per una mia amica che in quel periodo stava frequentando una scuola di moda. Vedendo i miei disegni una delle sue insegnanti volle conoscermi e da quel momento grazie a lei, pur non essendo mai stato amante della moda, ne ho scoperto il suo lato più puro e creativo, attraverso il lavoro di John Galliano e Alexander McQueen, nei quali ho ritrovato molti legami al mondo dell’arte da cui provenivo.”

Quando hai deciso di fare il grande passo e fondare un tuo brand? “Non so se ci sia stato un momento preciso, nel senso che tutto è stato quasi “naturale”. La decisione di fondare un marchio che rispecchiasse l’idea di donna che avevo in mente è stata piuttosto un processo. Per la mia tesi di laurea avevo organizzato un gruppo di lavoro, un collettivo creativo, che lavorasse in sinergia per realizzare collezioni fatte da pezzi unici, numerati e non ripetibili. L’atmosfera era quella di un atelier contemporaneo, un laboratorio di idee che è rimasto il mio più grande riferimento. Una volta laureatomi ho sentito che quel gruppo di persone aveva creato molto di più di un caso-studio per una tesi di laurea e ho voluto dare vita ad A-lab Milano, un luogo, prima che un brand, in cui esprimere le mie visioni, supportato da un continuo confronto con altre persone e diverse discipline.”

Come definiresti il tuo stile? “Credo che lo stile delle mie collezioni sia allo stesso tempo semplice e complesso. Mi piace pensare che ogni singolo capo, anche il più basico, porti con sé il concetto dell’intera collezione. Altro elemento fondamentale è sicuramente il colore che resta il cuore e la partenza di ogni ricerca. Non posso fare a meno di considerare la palette colori uno degli elementi fondamentali della fase creativa.”

Quali sono le ispirazioni da cui parti per realizzare le tue collezioni? “Lo spazio è stato per secoli la proiezione dell’avanzamento tecnologico e intellettivo dell’uomo. E’ stato l’idea stessa di futuro e il futuro è speranza, la più grande risorsa che l’uomo abbia mai avuto. Per questa ragione attraverso il mio lavoro cerco sempre di guardare avanti individuando anche nelle altre discipline spunti che proiettano nel futuro la loro indagine. L’ispirazione però nasce anche dal quotidiano. La moda ha uno stretto legame con le persone e i loro desideri. Il mio desiderio è un viaggio intergalattico.”

Per chi crei? Com’è la donna A-lab Milano? “La donna A-lab Milano è cresciuta e cambiata con me, non solo seguendo le tendenze ma anche rappresentando stagione dopo stagione l’evoluzione della mia ricerca. Le prime collezioni erano più scultoree, oggi sono invece più vicine al quotidiano e ad un’idea di donna più terrena, senza però dimenticare ricercatezza, esclusività e sperimentazione.”

Quali sono i tratti salienti della tua ultima collezione? “Ho concepito l’ultima collezione come un viaggio, non un viaggio fisico ma spazio-temporale. Ho voluto creare un guardaroba fatto di contaminazione e tradizione in equilibrio tra passato, presente e futuro. Broccati e ciniglie stampate dal sapore wallpaper sono mixate a elementi rubati allo spotswear, perfettamente contemporanei. Per rappresentare il domani ho invece scelto tessuti realizzati in Econyl®, un filato in nylon 100% rigenerato e rigenerabile infinite volte. Credo che il futuro sia la sostenibilità.”

Quanto sono importanti secondo te le fiere di settore e i contest  per i giovani designer emergenti? “Le fiere di settore sono utili sopratutto per i prodotti di largo consumo quindi non sono forse il luogo piu adatto dove presentare le collezioni di giovani creativi che devono ancora esser conosciuti dal grande pubblico. I contest e i vari concorsi sono invece l’ideale per fare notare il proprio talento e per iniziare a misurarsi con il settore.”

Come definiresti il lusso oggi? “In senso assoluto credo che il lusso oggi sia il potersi concedere del tempo. Pensando invece al mio lavoro considero lusso, oltre alla qualità, ciò che regala la possibilità di uscire dall’omologazione.”

Sogni nel cassetto? Come ti vedi domani? “Dico sempre che il “futuro”, nel suo essere tema di ricerca e immaginazione e nel rappresentare speranze e aspirazioni, rivesta per me e per il mio lavoro un ruolo centrale. Nonostante ciò, pur guardando al domani, mi piace concentrare le mie energie sul presente, e i sogni nel cassetto non sono altro che i progetti su cui ci impegnamo giorno per giorno. Il sogno resta quello di continuare ad avere la possibilità di dare alle donne la sicurezza di esprimere se stesse attraverso le mie creazioni. Detto questo, un altro piccolo/grande sogno c’è: mi piacerebbe avere l’onore di occuparmi della direzione creativa di Sportmax, il marchio italiano che considero più visionario e contemporaneo, fiore all’occhiello del gruppo che è certamente una delle più grandi eccellenze italiane, in termini di qualità, ricerca e tradizione manifatturiera.”

Per info & contatti www.a-labmilano.com

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