Intervista a Mario Costantino Triolo | uno stilista a tutto tondo

on Settembre 14, 2019 by Giulia Fucile Leave your thoughts
Ritratto Mario Costantino Triolo

Negli occhi il futuro, nelle mani le antiche arti e tradizioni del passato: in un’intervista esclusiva Mario Costantino Triolo si racconta. Un designer, un sarto, un creatore che di moda ne sa, che la moda la fa!

Da che mondo è mondo, una storia va raccontata sempre dall’inizio. Qual è stato il tuo inizio nel mondo della moda? “Non mi stancherò né smetterò mai di dirlo! Il mio inizio è stata la mia famiglia e soprattutto…mia Nonna. Abbiamo iniziato insieme a creare costumi per eventi e feste a tema per un famosa discoteca, mi ha sempre assecondato e mi ha insegnato che prima di saper disegnare un capo bisogna avere le basi di conoscenza per poterlo realizzare. L’ho fatta soffrire perchè pensavo di sfidare la forza di gravità soltando toccando un tessuto ed invece… non è cosi: costruzioni complesse richiedono studi complessi, modellazioni, tagli, stecche e tanto, tanto altro ancora. Dopo quelle prime esperienze, ho lavorato in aziende di moda tra Carpi e Bologna; non avevo mai realizzato ed elaborato un bozzetto, è risultato difficilissimo e complesso, ma la mia tenacia, la mia testardaggine, la mia curiosità e la mia continua voglia di mettermi in gioco mi hanno permesso di superare gli ostacoli che si presentavano…io ero lì!”

I tuoi capi sono delle vere e proprie creazioni, vive di moda, di arte e di artigianalità. Qual è l’aspetto e la fase del tuo lavoro che più ti piace? “Non avere limiti! Il mercato ne mette tanti purtroppo, è difficilissimo. Cerco sempre di trovare il compromesso giusto tra portabilità e idea, tra portabilità e follia. Non sempre in ciò riesco e questo è il male peggiore per un creativo perché capisci di non essere poi veramente libero. Un pittore si chiude nel suo studio, è solo con la sua tela a confronto; creare un abito è completamente diverso, è l’esatto opposto! Ci sono tante ma tante persone che vi lavorano, tante mani, tante competenze… almeno per me che mi occupo di tutti i processi creativi, dal bozzetto fino alla produzione, mantenendo sotto controllo l’intera filiera.”

Ti ricordi la tua prima creazione? E l’emozione che hai provato in quel momento? “Si certo. Ho inziato vestendo la mia amica Gaia: lei per me è… una dea, una fonte di ispirazione da sempre, una visionaria proiettata rispetto ai tempi. Ancora oggi mi rimprovera su alcune cose, è un po’ un mentore diciamo. Comunque realizzai per lei un peplo tutto drappeggiato a mano, fatto malissimo lo ammetto: era ispirato al mio mito che all’ora era John Galliano, successivamente diventò Alexander McQueeen, erano il bene ed il male, li amavo entrambi”.

Cosa rende secondo te oggi un capo o un accessorio davvero esclusivo? “La ricerca, il legame con l’arte, con la storia…direi quando ha qualcosa da raccontare, sì da raccontare. Oggi, con l’invasione di improbabili personaggi che generano collezioni, sembra non interessare piu a nessuno il “racconto” ed invece è proprio lì che si cela “la magia”, l’esclusività. I designer che sanno, che tagliano e che cuciono sono stati messi da parte…ma tornerà il momento, anzi sta già arrivando!”

Per te l’eleganza è… “Qualcosa di innato. Un abito per me è un’armatura che fa sentire le donne forti, sicure, anche delle loro imperfezioni; quindi l’eleganza è come indossi, è come usi quell’armatura”.

Conoscenza, sapere, saper fare (e fare bene!): cosa vuoi comunicare attraverso la tua arte così forte e tangibile in ciò che realizzi? “Ultimamente ho avuto a che fare con ragazzi appena usciti dalle scuole: li ho avuti come assistenti, e sia chiaro non ho nulla contro le scuole, anzi! Credo però che sia opportuno capire bene quale sia il loro focus: fare moda significa tante cose, molti ragazzi sono attratti dallo stilismo, poi però capiscono che non fa per loro e questa è una cosa che mi fa riflettere. Mia nonna aveva ragione: bisogna “saper fare”, prima, conoscere gli strumenti e poi creare. Quindi l’artigianalità è sicuramente una mia prerogativa ed il mix tra storia e arte è un’altra: adoro “mescolare le carte”, accrescere le mie competenze e le mie esperienze, giorno dopo giorno.”

Cosa non può proprio mancare in una creazione firmata Mario Costantino Triolo? “Sicuramente l’amore e la passione!”

Oggi il legame con il proprio territorio è per tanti designer molto importante: come e quanto le tue radici e le tue origini influenzano e sono presenti in ciò che crei? “Tantissimo! Il mio cuore è calabrese, la mia testardaggine è calabrese. La Calabria è un posto magico, troppo sottovalutato ed invece ha un potenziale altissimo in termini di mano d’opera, ne ho già subìto tangibili effetti. Alcuni anni fa realizzai dei capi davvero esclusivi ricamati a mano che furono da subito notati in quanto riuscii a rendere contemporanei elementi estrapolati da antichi corredi.”

I tuoi capi ci riportano alla sartorialità, alla bellezza e alla sostanza di creazioni uniche, in contrasto con la voracità dell’omologante moda massiva, cotta e mangiata. Come i nuovi makers possono inserirsi oggi nella moda senza farsi soffocare dalla concorrenza delle multinazionali o dei grandi brand? Hai un consiglio per loro? “In questi anni, in alcune situazioni, mi sono sentito raggirato e sfruttato; ora vorrei elaborare nuovi approcci. Ritengo che l’unicità della persona è indispensabile per fare progetti come capi unici: è questa secondo me la chiave e, ovviamente, persone serie che credono nel tuo potenziale senza mai metterti limiti. La moda cotta e mangiata non mi interessa, la trovo “ridicola e inutile” non in termini stilistici, di concept e sostenibilità. Che senso ha aprire un armadio e trovarci dentro 1000 capi anonimi e privi di spirito? Un capo fatto bene, anche dopo anni chiuso in un armadio, è capace di parlare semplicemente appeso ad un gruccia.”

Siamo curiosi…ci sono dei progetti in cantiere o futuri che puoi anticiparci? “Oltre alle collaborazioni in essere, sto sviluppando con un amico due nuovi importanti progetti (che erano sogni nel cassetto): il primo mi vedrà impegnato nella creazione di due nuove esclusive linee “Mario Costantino Triolo”; il secondo progetto, molto ambizioso e correlato al primo, volgerà invece alla formazione. Basta, ho già detto troppo!!!”

Photo Credit Sosud

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