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Luca Magliano | libere interpretazioni di stile

Luca Magliano è il nuovo direttore artistico di Grifoni, è vero. Ma è anche il fondatore del brand che porta il suo cognome: Magliano. Lanciata nel 2016 la label è stata fin da subito apprezzata e riconosciuta dai più importanti esperti del settore come una realtà non solo da tenere d’occhio ma da premiare. È stato infatti scelto per Pitti 91 come uno dei brand di The Latest Fashion Buzz, progetto dedicato ai talenti emergenti e promosso da L’Uomo Vogue e Gq Italia in collaborazione con Mini, ha vinto Who is on Next? Uomo nel 2017, mentre per Pitti Uomo 93 è stato protagonista di Pitti Italics con la sfilata “Guardaroba per Uomo innamorato”.

Nella sua moda i capi vengono smontati e rimontati, liberati da regole e convenzioni. I classici abiti del guardaroba maschile vengono reinterpretati, contaminati da nuove, contemporanee visioni, fedeli però ad una sartoria alta che non rinuncia ai dettagli e al made in Italy. Originario di Bologna, città di riferimento e sede principale del suo lavoro, Luca Magliano si è formato alla L.U.N.A Libera Università delle Arti ed è proprio lì che ha messo a fuoco il suo futuro ed il suo progetto, quello di diventare fashion designer. Affascinato dal lavoro e dalle idee della fondatrice di questo particolarissimo ateneo, Barbara Nerozzi, architetto giornalista docente universitaria e noto personaggio nel sistema moda, scomparsa nel 2011, Luca ha appreso da lei metodo e tanti insegnamenti. E poi lo stage a Milano con Alessandro Dell’Acqua, il rientro a Bologna, l’immersione nel minimalismo lavorando con Manuela Arcari, designer di Hache e Ter et Bantine, fino alla creazione di Magliano.

Magliano parte dai vestiti stessi, trova in loro l’ispirazione. Fa ricerca, sperimenta, inventa e reinventa. Ma non solo. Nel suo brand Bologna emerge forte e chiara: la sua città, la sua sede, la sua anima. Culla dell’underground, della condivisione, dell’arte: spazio urbano perfetto per una moda rilassata che mette in discussione i tipici codici stilistici maschili. I paesini lontani, il vestito buono della domenica, la narrazione di una cerimonia all’italiana anni ’90, la maglieria…Ed anche per la collazione Primavera – Estate 2019 le influenze vengono da pellicole cinematografiche del passato, dai sobborghi, dall’esplorazione di iconiche identità ora reinterpretate. Pantaloni ampi portati alti e stretti in vita da cinture si mixano a camicie morbide, colorate ed eccentricamente sbottonate. Le giacche, alcune doppiopetto, hanno le spalle squadrate. Cardigan con rombi dal gusto retrò, il blouson di pelle, il capospalla a quadri…gli abiti vestono ma non costringono, lasciando il corpo libero di parlare.

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