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Lucio Vanotti | pregio di un’estetica minimale

Lucio Vanotti | pregio di un'estetica minimale

Lucio Vanotti: approccio razionale e purista per una moda manifesta solo del suo più splendido, scarno, veritiero essere. Niente orpelli o arzigogoli: al contrario concreta funzionalità. “Less is more” professava Ludwing Mies van der Rohe; “Prima di uscire guardati allo specchio e levati qualcosa”, ripeteva Chanel. E sembra davvero che Lucio Vanotti segua alla lettera queste comprovato ed ormai storico pensiero, facendolo proprio, adattandolo alla sua più personale concezione di creatività.

In un momento in cui tutto non sembra mai completamente essere abbastanza, dove la globalità del più ha surclassato l’importanza e la cura del meno, la filosofia che pervade la moda Lucio Vanotti fa riflettere, pensare. Arrivare dritti al concetto. Bergamasco, classe 1975, si forma come fashion designer all’Istituto Marangoni di Milano, distinguendosi poi per il suo travolgente talento. Molte le tappe importanti della già così costellata carriera: dal progetto indipendente nel 2002 February alla spinta verso un suo omonimo marchio, sia menswear che womenswear, riconoscibilmente italiano; dalla selezione come finalista di Who Is On Next? UOMO 2012 alla vittoria del Premio White Inside Award 2013. Fino ad arrivare al notevole defilè in casa di Re Giorgio, dove sfila con la sua etichetta nel teatro Armani, ormai caposaldo, tempio della moda.

Per la collezione Autunno – Inverno 2016-17, la visione di  Lucio Vanotti continua ad incentrarsi sulla pulizia delle linee. Anche per la donna si impone una geometria oversize, spigolosa nei capispalla, ma smussata nella fluidità dei jersey o nelle maxi ammalianti mantelle in satin. È il rigore della divisa militare lo start da cui parte l’ispirazione per questi sartoriali capi, schermi tessili di corpi qui ricoperti da lunghezze midi e maxi. Severi gessati si uniscono a robuste camicie in cotone. Il gentil sesso si fa ladro, rubando dal guardaroba di lui, travestendosi di un’ austerità tipicamente maschile.

Intercambiabili silhouette vincenti nella semplice formalità, pezzi da strutturare liberamente, costruendosi ogni giorno. La maglia sembra prendersi la sua rivincita in una geniale costruzione grafica bianca, grigia, nera. Cappotti vestaglia come protezione, avvolgente bozzolo: divisa essenziale ma estremamente curata, dettagliatamente sartoriale. Lucio Vanotti: dall’ abito all’essenza, dal guscio al nocciolo. Per mettersi a nudo vestendosi. Indossando solo purezza, semplicità. Per info luciovanotti.com

Giulia Fucile

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