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Melampo | frammenti di memoria

Melampo | frammenti di memoria

Melampo: anni, mesi, giorni scritti e rivelati nelle pagine ingiallite, e per questo più preziose, di un libro intitolato tradizione, ancora non volto al termine, all’ estenuante ricerca del suo birichino, introvabile finale. Storie sconvolte e scombussolate nel susseguirsi di rinnovati racconti, personaggi ogni volta diversi, interessanti. Luce e proiezione futura, privilegiata prigioniera di una dorata ombra passata. Perché non si può comprendere una narrazione a partire dalla sua metà. Niente omissioni, barbariche sradicanti assassine di indispensabili memorabili radici. E così non resta che iniziare lì da dove tutto comincia, si muove, dall’ immancabile “C’era una volta”.

Nel lontano 1947, a Milano, sorge dalle ceneri della più grande catastrofe, l’ insanabile cicatrice della Seconda Guerra Mondiale, un piccolo laboratorio artigianale, casa e culla dell’ artigianalità promossa dalla creatività di Antonio Poletti, produttore di berretti intrecciati di accurata manualità. Pochi pezzi ma superbamente perfetti nel loro semplice essere. E poi in un lampo, in un battito di bacchetta, dalla piccola bottega alla grande industria: l’esponenziale vendita, derivata da una riconosciuta bravura e alta qualità, tutt’ora concetto onorevolmente espresso da Melampo, porta all’apertura nel 1973 della società capitale CO.MI. s.r.l, visionaria di un repentino exploit negli anni ’80 di una progettualità allargata oltre i preimpostati confini e giunta prima alla camicia e poi ad ogni arginale vestiario.

Protettiva bolla collaborativa di diversi stilisti, tra cui Armani e Valentino, si reincarna oggi in un brand pronto a sfidare una nuova avventura: conquistare e nuovamente affascinare un pubblico negli anni cambiato ma pur sempre attratto dal buon Made in Italy, in ogni sua forma ed espressione. Così Melampo ritorna armato nella vincente giovinezza dei figli. Lulù, Anna, Bruno Poletti , in nome dei loro predecessori, rimescolano le carte, iniziando il gioco con lo stesso mazzo ma in una partita diversa. Nel 2014 la sanguigna unione si fonde ulteriormente in una società, concretamente espressa nel primo store di Berlino. Un brand che sorpassa frenetiche, incessanti tendenze e si fa ambasciatore di uno stile ben definito. Ecco la filosofia di Melampo. Pensieri, idee, concetti.

Questi i fili, le trame che si intessono nella collezione Primavera – Estate 2016. Delicata femminilità, quasi impalpabile, architettata su strutture e volumi delineati in tessuti leggeri, impercettibili. Allure vintage, tempi passati mai così prepotentemente attuali. Gonne midì plissettate, bluse trasparenti, abiti e micro jumpsuit in una palette cromatica che sussurra un ricercato classicismo. La maestosità del bianco si fa regina nell’ammaliante camicia dalle ampie maniche a campana. Origami, ventaglio di un’arte che parla anche e non solo di moda. Scultura tessile. Passato, presente, futuro. Per non dimenticare ciò che è stato ma continuare abilmente ad affascinare, affascinarsi di ciò che verrà. Generazioni a confronto. Per info https://www.melampo.eu/it/

Giulia Fucile

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