Type and press Enter.

Milano Fashion Week | largo spazio ai giovani talenti

La Milano Fashion Week ha appena chiuso il sipario. Gli applausi sono stati tanti. Per i grandi nomi ma anche per loro, i più giovani talenti. Oltre a contest, fiere ed esposizioni molti designer emergenti hanno portato dritti dritti in passerella le loro ultime creazioni, quelle della collezioni Autunno – Inverno 2019/20.

Alberto Zambelli, è lui ad aprire le danze o meglio le sfilate della Milano Fashion Week. Nella cornice artistica di Palazzo dell’Arengario, donne eleganti e delicate si muovono tra volumi scomposti e forme morbide. Emergono dal mare e dalla sua profondità, oscillando tra la soave leggerezza e la carica dell’energia. La seta scivola, accarezzando il corpo, il velluto si annoda, l’organza disegna nuovi, sostenuti volumi. Come l’acqua, come le onde, come le alghe, i tessuti ed i nastri di chiffon creano movimento, le paillettes si increspano. La palette colori spazia dai toni caldi della terra, al verde marino fino a quelli più tenui arrivando al bianco, alla luminosità dell’argento, alla trasparenza. Gli abiti sono maxi, midì ma anche corti: morbidi, drappeggiati e avvolgenti, chiusi da raffinati colli alti o da più profonde scollature. Tutto è così suggestivo…evocativo.

Calcaterra, il brand fondato nel 2014 da Daniele Calcaterra, presenta a Palazzo Reale la sua ultima collezione Autunno – Inverno 2019/20. È all’immagine di Amelia Earhart, donna forte e carismatica, che Calcaterra dedica le sue creazioni. Poliedrica, contemporanea e così all’avanguardia. Le linee vengono ridisegnate, i volumi a volte esagerati, altre ancora ridotti, le asimmetrie esplorate. Le sovrapposizioni, cifra stilistica del brand, continuano ad imperare: tuniche su abiti, gonne sopra ai pantaloni, giacche e cappotti si alternano a pezzi di maglieria. Maschile e femminile si mischiano, i tessuti si fanno sempre più ricercati. Lo stile British viene rivisitato, i suoi toni scuri e fumè spezzati da sprazzi di verde acido e bianco. Le paillettes sono giganti, le texture invece sono lucide e cangianti perfino nei nuovi Galles. I tailleur hanno pantaloni morbidi per lei, dritti a sigaretta per lui mentre i cappotti sono over. Altro capo must? La jumpsuit, grintosa.

Act n° 1 segna la sua seconda presenza sulle passerelle milanesi. Il giovane marchio nato nel 2016 rappresenta l’unione creativa di Galab Gassanoff e Luca Lin. Uomini e donne sfilano in una camera da letto. Motivi ad acquarello d’ispirazione orientale convivono con bomber, felpe, camicie. I capospalla ricordano nel modello la vestaglia, le gonne cadono dritte e raffinate in lunghezze midì o maxi. Il nero è prezioso, lucente: dalla longuette all’abito svasato fino al trench coat che esplode di paillettes.

Marco de Vincenzo, ritorno all’origine. La leggerezza e la spontaneità delle prime collezioni è tornata. Lo stilista Marco de Vincenzo per il suo Autunno – Inverno 2019/20 si fa ispirare dalla fanciullezza. È un piccolo cerbiatto di porcellana ad essere il filo conduttore delle sue ultime creazioni, oggetto-feticcio nella vita del designer, adesso protagonista di orecchini, spille e porta cellulari. Tartan, stampe e luminoso lurex stravolgono il concetto ladylike grazie a contrasti, pattern colori e disegni. Non mancano all’appello nemmeno le frange e il morbidissimo effetto fur!

Marco Rambaldi, gli anni’70 e la nuova donna. A un anno dalla meravigliosa collezione “Vogliamo anche le rose“, Marco Rambaldi continua ad entusiasmare con la sua moda così coinvolgente. Per la collezione Autunno – Inverno 2019/20 il designer parte dalle fotografie raccolte nel libro “Ruolo” di Marcella Campagnano, che raccontano la donna negli anni ’70 e la sua conquista della libertà. Sulle note di Mina, abiti patchwork handmade calcano la passerella, come anche pellicce eco con revers effetto spalmato, tailleur doppiopetto in velluto a coste, pantaloni morbidi in vistose stampe e fantasie…combinazioni originali che continuano a rompere gli schemi ed osare con pattern ed abbinamenti. Sorprendente!

Francesca Liberatore, outer space. Come astronauti, con tanto di caschi, modelle vestite di tessuti, materiali e stampe diverse si susseguono su una passerella che sembra portarci dritti verso lo spazio. Tra laminati e trasparenze, la collezione Autunno – Inverno 2019/20 si ispira allo sbarco dell’uomo sulla luna e a Laika, la cagnolino che viaggiava a bordo dello Sputnik. I volumi sono ampi ma morbidi, leggerissimi. Accanto all’immancabile jacquard, sfilano combinazioni di lurex, sete e fur. Tantissimo nero e grigio, accesi di punte di arancio, lilla e verde, illuminati da sfumature metalliche. Una bellezza essenziale, sofisticata, versatile e pronta per essere sempre indossata.

Gabriele Colangelo presenta le sue ultime creazioni a Palazzo Reale. I suoi abiti diventano tele affrescate, quadri all’acquarello. Natura, arte, giochi di luce equilibrati. Il giallo ocra, la purezza del bianco, la profondità del blu cobalto: lunghezze midì oscillano dolcemente, le gonne sono morbide e femminili mentre abiti e tailleur si allargano in pantaloni dalla gamba larga. Il check si scalda in colori terreni, i coat scendono lungo il corpo senza mai costringerlo.

Nicola Brognano e la sua street couture colpiscono ancora. Il giovane designer d’origine calabrese continua a confermarsi un talento: lo stile contemporaneo viene reinterpretato, bilanciato tra un’eleganza preziosa e capi every day. Il maschile e il femminile si mixano formando contrasti inediti. Il tulle, il rosa, mini dress, le balze e le nuvole di tessuto convivono con felpe, maxi coat, zaini, dettagli in puro stile active wear. I codici vengono stravolti, gli schemi rotti ed i fiocchi annodano con femminilità una collezione dove Brognano vince.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *