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Otto Milano | l’estetismo della sostanza

Otto Milano | l'estetismo della sostanza

Otto Milano: ispirazioni barocche si scontrano con una contemporanea, pulita visione di borsa, dove l’incastro perfetto si riscopre in un concept assolutamente artigianale, lineare nella forma ma sinuoso nell’intaglio. Le origini leccesi e lo sfarzo artistico che contraddistingue quei luoghi sono stati la nota iniziale, il punto di partenza della giovane designer Cecilia Vasilotta che ha saputo unire in un unico prodotto la storia del passato con le aggiornate esigenze contemporanee.

Nata a Milano nel 1989, Cecilia frequenta il corso di Fashion Design alla NABA, che lascia però al secondo anno dopo uno stage e un definitivo inserimento nel dipartimento di Marketing e Comunicazione della maison Gucci. Ma la sua vera passione la spinge altrove, riportandola a studiare come fashion designer allo IED e contemporaneamente a partecipare a concorsi, manifestazioni, svolgendo poi uno stage presso la Bottega di Paralume di Lecce in cui apprende trucchi e saperi delle lavorazioni tradizionali. Otto Milano è il passo successivo, la riflessione e concretizzazione delle sue idee.

Numero palindromo, graficamente simmetrico ma ridondante nelle sue rotondità, Otto rappresenta non solo nel nome ma anche nell’identità un brand capace di trovare nelle sue imperfezioni un valore aggiunto. L’handmade è il cuore pulsante di borse minimali, preziose in quanto mai uguali a se stesse. Uniche emozioni fatte a mano. Le borse Otto Milano sono il risultato un meticoloso processo, di un’attenta selezione dei pellami, forti non solo nella qualità ma anche nei loro colori, abbinati in ogni pezzo in divertenti giochi cromatici. Otto Milano: l’estetismo della sostanza.

Giulia Fucile

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