Lo street wear maschile non è più di moda | i brand emergenti lo spiegano

on 1 Aprile, 2020 by Ilaria Introzzi Leave your thoughts

La moda passa, lo stile resta. Cosa c’entra l’iconica frase di Mademoiselle Chanel con lo street wear maschile? Tutto. E sì perché come tutte le mode, anche questa sta tramontando. Ma bisogna fare chiarezza: non significa affatto che l’abbigliamento casual stia lasciando il posto a uomini impettiti vestiti con il panciotto, scarpe in cuoio (magari scomodissime) e camicie accollate. Piuttosto, il mondo street, sta subendo un’evoluzione.

E questo grazie ai brand emergenti i quali, attraverso una produzione interamente italiana, danno nuova vita a uno modo di vestire che fino a qualche tempo fa era interamente promosso da multinazionali e brand di fast-fashion, a prezzi bassissimi, e con un alto tasso di inquinamento dovuto alla produzione e alle economia di scala. Oggi i grandi gruppi si stanno spostando sugli accessori, mentre i fast retailers sono in una fase di stallo, e lo stesso, di conseguenza, i loro stessi produttori.


Lo street wear maschile non è più una questione di moda, non è fine a se stesso. È una questione di attitude, di stile, appunto. In una versione più sofisticata, curata e, soprattutto eticamente responsabile proprio come il promettente brand Vanta Studio Design. È nota la frase dell’artista Ulay, scomparso il 2 marzo 2020: “L’estetica senza etica è solo cosmetica”. Ecco, fino a qualche tempo fa, la stessa affermazione valeva per lo street wear.


Tra i marchi contemporanei che stanno contribuendo a cambiare le cose ci sono sicuramente la rivoluzione e la grinta di Gall, come anche il casual chic di Çamarche. In quel di Fermo, nelle Marche, nascono collezioni di abbigliamento maschile in grado coniugare avanguardia ed elementi del passato. Suggestioni ispirate dalla natura e da elementi fantastici. Un mix perfetto per l’uomo di oggi.


Stesso obiettivo ma con una personalità propria è lo street wear maschile proposto da Spendthrift. Il marchio viene alla luce nel 2014 grazie all’unione creativa di Federico Cancelli e Marco Cuccagna, due amici appassionati di moda e di vestiti ben fatti, ovviamente made in Italy. Se all’inizio la gamma proposta si limitava a t-shirt e capi basic, con il passare di qualche anno i due danno vita a collezioni complete, anche per la donna.

Ma è la parola “unisex” a definire maggiormente il concetto di “nuovo” street wear e il progetto in generale di Spendthrift. Non è un caso, infatti, che il brand funzioni molto anche in paesi come il Giappone. In estremo oriente la moda casual non è scialba, disordinata. Piuttosto, è ricca di elementi sartoriali, quindi qualitativamente superiori a quelli realizzati con le macchine, dalle grandi industrie. E non è poco. Anzi è tutto in un mondo alle soglie di un grande cambiamento.

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