Talk about | gli accessori, pezzi unici che colorano il tuo stile

on Maggio 27, 2020 by Giulia Fucile Leave your thoughts

Incuriosiscono. Rivelano. Identificano. Gli accessori sono una firma del nostro stile e della nostra personalità. Riescono a esprime ciò che noi non diciamo, con le parole ma anche con gli stessi vestiti. Ci lasciano libere di osare, di esprimerci, di essere noi stesse. Sono quel tocco magico che colora i nostri look rendendoli unici. Come chi li indossa. Come avete ben capito il nostro Talk about di oggi ha come focus proprio loro, gli accessori, in particolare quelli di due esclusivi brand emergenti e made in Italy: con noi Cristiana Pellegrino e Giovanna Cascella fondatrici del marchio di borse Beblasé e Viola Cajo De Cristoforis fondatrice della label di foulard Arja Cajo.

Qualche breve presentazione e siamo già immerse in un flusso di parole che ci portano insieme a riflettere sull’esclusività dell’accessorio, a partire dalla creazione. I foulard Arja Cajo per esempio nascono dalle foto che la stessa fotografa e designer scatta ai fiori…

Viola cosa ti ha spinto, portato alla moda?

Viola Cajo: “Il mio approccio alla moda è trasversale. Sono una fotografa, ho voluto allargare il mondo della fotografia arrivando alla moda con un approccio nuovo. Romantico. Volevo far sentire addosso, avvolgere, abbracciare le persone con le mie fotografie e farle sentire uniche. Con l’obiettivo macro, entro nei fiori e ne catturo l’essenza, i colori, i messaggi. Nell’Ottocento le persone si parlavano attraverso i fiori… Credo nell’unicità delle persone, così ogni persona sceglie il suo foulard e quindi il suo messaggio. Per sentirsi belli fuori e bene dentro”.

É vero le vostre creazioni trasmettono messaggi, sensazioni, emozioni. Sono fatte con amore, maestria e tempo. Prezioso tempo. Destinate a restare con noi a lungo, a volte una vita intera, superando le barriere delle stagioni e delle tendenze.

Giovanna cosa vi ha portate a scegliere di fondare e lanciare Beblasé?

Giovanna Cascella: “Come diceva anche Viola, l’unicità. La volontà di creare qualcosa di unico e di esclusivo, giocando con le forme, i materiali, i colori. Le nostre borse, che hanno trovato nel brevetto anche un risvolto innovativo, e gli accessori permettono di esprimere la creatività che abbiamo dentro, che ci portiamo con noi ogni giorno”.

Trovo che le vostre donne siano in qualche modo simili. Sono delicate, femminili ma indipendenti e combattenti. Leggere nell’affrontare la quotidianità, determinate e sicure nelle decisioni: possono cambiare, decidere come rappresentarsi ogni giorno.

Cristiana Pellegrino: “Sì sono d’accordo, la nostra donna è una combattette gentile. Le Beblasé sono borse che durano nel tempo, timeless, creazioni che possono essere indossate dalla mattina alla sera anche grazie al brevetto che permette girando la patta di cambiare il loro aspetto. La donna nel corso della giornata cambia tantissime volte, per umore, stati d’animo ma anche perché gli impegni, le occasioni e le necessità variano. L’idea di avere una borsa che cambia con te, che ci lascia questa libertà ha portato alla nascita del brevetto.”

Viola Cajo: “Leggerezza , é proprio questa la parola chiave. La donna Arja Cajo si protegge con leggerezza, quella stessa leggerezza con cui riesce ad affrontare tutto. Arja Cajo nasce dalla leggerezza, dall’aria. É protezione, è coraggio”.

La moda è un mondo affascinate ma complicato. A caratterizzarlo molti aspetti diversi e contrastanti spesso tra loro. Che rapporto avete con la moda e le sue diversità?

Viola Cajo: “Sono molto determinata. Quando credo in una cosa, in un progetto persevero con costanza, insomma non mollo. Anche nei momenti altalenanti vado avanti a raccontare, a portare e diffondere questa storia, anche su canali diversi.”

Giovanna Cascella: “L’aspetto che sento più vicino, più mio, è che il sistema. La moda non la puoi fare da solo, è un gruppo, è un mondo appunto. Pensiamo ai laboratori, a tutta la filiera… Quello che invece sento più lontano è ciò che è diventato nel tempo, il puro business, l’orientamento ai grandi numeri.”

Cristiana Pellegrino: “I momenti di down sono bilanciati da quelli di massima creatività: subisco attivamente, tanto affondo quanto riemergo.”

E le emozioni, le vostre emozioni ed il vostro stato emotivo quanto influiscono su ciò che fate?

Cristiana Pellegrino: “Sono slegata dallo stato emotivo, riesco ad essere creativa comunque anche nei momenti difficili. Anche durante il lockdown non ho mai messo da parte la creatività”.

Viola Cajo: “Io invece sono immersa nelle emozioni, le seguo, senza limiti. In questo periodo delicato ho creato tantissimo: creare è una specie di terapia, lascia spazio all’immaginazione, al progetto”.

Giovanna Cascella: “La creatività è una fuga dalla tristezza, dai momenti più difficili. In questo periodo per esempio ci siamo con fatica dovuti adattare: la mente, il cervello umano ti da la possibilità di trovare delle strategie, delle vie per non soccombere. Nei momenti down si attiva qualcosa che ti porta a guardare oltre, a sorprenderti”.

I vostri accessori sono vibranti, brillanti. Quali sono i colori che preferite?

Giovanna Cascella e Cristiana Pellegrino: “Possiamo rispondere in coro il fucsia. E tutta la palette dei rosa.”

Viola Cajo: “Li amo a periodi. Sto superando il periodo del blu Klein, arrivando da un momento bianco ed entrando in una fase rosa”.

Bene allora da amante del rosa possiamo dire che il nostro è un fil rose! Ma svelatemi ancora qualcosa. Quale sarà il prossimo progetto da tirare fuori dal cassetto?

Viola Cajo: “Tra i vari progetti sono nati in questo periodo collaborazioni e co-branding, progetti che uniscono le forze. Vorrei staccarmi dal classico circuito della collezione proponendo tante mini pillole, capsule e generando così un contatto diretto e costante. Essere presente sempre a piccole gocce. In pentola bollono altre cose ma ancora non posso alzare il coperchio e svelarle…”

Giovanna Cascella: “Tra i progetti vorremmo riprendere in mano un discorso iniziato e rimasto in sospeso, arricchendolo: ovvero sia riproporre e reinterpretare il concetto di borsa da lavoro”.

Un’ultima domanda, o meglio una proposta: volete lanciare un messaggio ai nostri lettori?

Giovanna Cascella: “Sì, vorrei lanciare un messaggio, uno spunto su cui riflettere. Nel tempo la forbice tra costo e valore si è allargata sempre di più, creando anche sfiducia nei consumatori. Basti pensare a tutto ciò che viene concepito a deterioramento programmato. Tutti, grandi e piccoli brand, dovremmo fare uno sforzo e riallineare questi due aspetti per lanciando così anche un messaggio positivo. Se pensiamo ai prodotti di valore, di qualità hanno già in sé, la sostenibilità”.

Viola Cajo: “Questa situazione ci ha fatto tornare con i piedi per terra. Ridare il giusto valore e riconoscimento alle cose, penso sia questo il messaggio da trasmettere. Creare con qualità, riconoscere chi crea ma far in modo che il prodotto si diffonda”.

C’è bisogno di chiarezza, di trasparenza, di riscoprire il vero valore delle cose. E tu Cristiana cosa ne pensi?

Cristiana Pellegrino: “Mi auguro che la rete che ci ha uniti, resi solidali in questo periodo continui ad esistere, diventi parte del mondo reale, resti viva”.

In alcuni momenti, spesso nei più difficili, siamo portati a porre l’attenzione su argomenti, temi, emozioni poco prima non considerate. Mantenete i vostri buoni propositi, riscoprite la vera bellezza, ricercate il vero valore delle cose. Sempre.

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