Talk about | la femminilità e le sue forme

on Giugno 9, 2020 by Giulia Fucile Leave your thoughts

Tra natura ed artificio, la femminilità si veste di forme diverse. Nel tempo, nelle storie, nei brand. C’è chi la immagina solo sfarzosa, chi la trucca, chi la maschera e chi invece la preferisce amante della semplicità, chi ancora la immagina colorata. Nel nostro Talk about di oggi, insieme alle due designer Francesca Passeri, founder del marchio di turbanti Mhudi, e Francesca Battisti, founder di Chio Jewelry Design, iniziamo proprio da lei. Dalla femminilità e dalle sue forme. Le sue sfaccettature.

Due professioniste che osservano i tempi, ascoltano i bisogni, realizzano prodotti unici capaci di liberare dall’omologazione e vestire la donna con personalità.

La femminilità si manifesta in forme diverse. La vostra è gentile, romantica, ama l’arte ma viaggia negli anni, nelle cromie… è cosmopolita! Chi è la vostra donna ideale e come l’avete trovata?

Francesca Passeri: “La mia donna é fatta di molte donne, donne che appartengono al mondo. È cosmopolita. La prima donna che mi ha ispirata l’ho incontrata fisicamente in un viaggio a Londra, in un mercatino vintage: una bellezza semplice con un turbante di tessuto in testa; ma si ispira anche alla protagonista di un viaggio letterario che viaggia, salvando i suoi figli. Quindi la mia donna la si può trovare ovunque, in un mercato, in un libro, in un cappello: é una come noi, che si muove tra le strade, percorre negozi fisici ma esplora anche l’online, ama il movimento ma allo stesso tempo la sua casa, che protegge.”

Francesca Battisti: “Ha molte, molte sfaccettature diverse con una caratteristica generale: una bellezza naturale, lontana da artifici e finte costruzioni. È moderna, dinamica ma legata alle tradizioni e al profondo significato della vita. Nella velocità del mondo contemporaneo può permettersi il lusso di prediligere e scegliere l’essenza e la sostanza delle cose. È una donna che concepisce ed intende la moda come messaggio, la utilizza per mandare i suoi messaggi, non subendola quindi per omologarsi.”

Le vostre creazioni abbelliscono il corpo ma donano anche positività alla nostra interiorità. Che messaggio volete lanciare attraverso i vostri progetti?

Francesca Passeri: “É vero. Non ci dobbiamo dimenticare che le nostre creazioni abbelliscono ma allo stesso tempo sono funzionali e lasciano un messaggio. Intrinseco ad ogni prodotto, c’è uno stile di vita, un modo di pensare, un modello di pensiero. Il prodotto, il cappello nel mio caso, è un progetto: si pensa, si disegna, si costruisce. È un vero e proprio servizio. Il fast fashion non ha e non da questo tempo al prodotto, nella creazione e nel racconto. Per esempio, riflettendo sulla possibilità di fare un turbante con un velo davanti, in un contesto odierno, potrebbe essere scelto anche dal mondo occidentale: la diversità va guardata con rispetto e non con ostilità, ognuno ha qualcosa da offrire attraverso il suo viaggio e la sua cultura.”

Francesca Battisti: “La mia idea era quella di liberare il gioiello dal classico stereotipo di oggetto costoso, necessariamente legato alla preziosità dei materiali. Immagino una femminilità libera, una donna contraria all’ostentazione, che sprigiona la sua personalità e la rende ancora più ricca attraverso il gioiello e il suo intrinseco messaggio.”

Made in Italy: che peso e significato date a questo termine che da sempre si lega alle vostre creazioni?

Francesca Battisti: “Il made in Italy è la qualità, l’artigianalitá e la genialità dei nostri prodotti che hanno fatto la storia nel mondo. Dal Nord al Sud l’Italia é ricca di eccellenze, di attività artigianali ed imprenditoriali: respiriamo alta qualità come nessun altro al mondo e il prodotto Made in italy è la conseguenza della nostra arte, della nostra cultura, della nostra storia. È la bellezza stessa del nostro Paese a renderci unici.”

Francesca Passeri: “Autenticità, tracciabilità, consapevolezza, radici. Per me é questo il made in Italy, è economia circolare, compiere una scelta consapevole. Per esempio io ho scelto di utilizzare materiali di fine serie per costruire e realizzare i miei turbati, sostenibili già dal 2010. Il made in Italy è riconosciuto in tutto il mondo con uno dei più rilevanti certificati d’origine, è una biblioteca mentale che ci invita a trovare collegamenti creativi con le nostre risorse territoriali.”

In un mondo così veloce, così affamato di novità a volte la costanza e la perseveranza vengono viste come caratteristiche quasi negative, superate. La popolarità, la gratificazione immediata si sono travestiti da valori rubando la scena ai veri valori. Cos’è la soddisfazione?

Francesca Battisti: “È godere per un lavoro, per un obiettivo raggiunto con sacrificio. Per sentirla la soddisfazione è necessario fermarsi, apprezzare quel momento senza farsi distrarre dalla velocità del contesto. Così ho imparato a godere delle mie soddisfazioni, dalle più piccole alle più grandi, vivendo appieno la bellezza di quel momento e traguardo raggiunto.”

Francesca Passeri: “Spesso mi chiedo se sono soddisfatta o no: ho fatto viaggiare la mia donna con costanza e perseveranza, cercando di arrivare a raccogliere i frutti degli sforzi fatti. La volontà e la costanza sono basi, valori imprescindibili e necessari per arrivare alla soddisfazione.”

Il fast fashion ha esasperato i ritmi e i numeri della moda e delle tendenze. A volte ci siamo trovati a indossare tutto e il contrario di tutto: avere e mantenere nel tempo un’identità non è affatto semplice, voi come riuscite in ciò? A restare fedele alla vostra idea di donna e femminilità?

Francesca Battisti: “Non seguo dettami ma osservo le tendenze cercando di tradurle con originalità. Per mantenere integra l’identità del brand e della mia donna non miro ad assomigliare ad altri ma a distinguermi”.

Francesca Passeri: “Come si può pretendere che il consumatore riesca a capire e scegliere il mio prodotto se non lo racconto? Bisognerebbe condividere, pubblicare le ragioni della sua nascita: la differenza la fa l’individuo, l’animo. Credo che il segreto sia individuare, riconoscere e perseverare con chiarezza nella trasmissione della propria identità. Essere se stessi.”

Faremo tesoro di ciò che abbiamo vissuto in questo periodo o ci dimenticheremo tutto tra pochi mesi? Secondo voi ci sarà una nuova normalità? Come ve la immaginate?

Francesca Passeri: “Come il serpente che cambia la pelle, noi stiamo già mutando. L’uomo ha da sempre dovuto affrontare il cambiamento, nella rete dei più giovani sarà più complicato: il trauma potrebbe portare ad una rimozione di tutto ciò, loro che vogliono a tutti i costi tornare a condurre la vita di prima. Saranno davvero un’altra generazione, dovranno tornare indietro nel tempo a ricercare e trovare i veri valori. Dal punto di vista professionale, come architetto, sogno che ci sia un aumento dei progetti urbani improntati alla riqualificazione del verde, proprio in questi mesi abbiamo visto come la Natura sia rinvigorita rimpossessandosi dei suoi spazi; da stilista mi auguro che la mia donna riprenda la valigia in mano e torni presto a viaggiare, ha fatto tesoro di questo lungo tempo, di questa staticità, per pensare. In generale penso che stiamo come singoli cambiando, il problema arriva quando i singoli si uniscono in sistemi che non cambiano: è la questione dell’insieme che deve modificarsi. Tutto risultava uguale a tutto, il cambiamento era nell’aria, era necessario… Tutto questo si manifesterà anche nella possibilità di scegliere e prendere quel pezzo unico che si prenderà come dicevamo prima cura di te”.

Francesca Battisti: “Nulla sarà mai più come prima ma la volontà di andare oltre ci porterà ad affrontare le nostre paure. Dovremmo distinguere l’utile dall’inutile, il bene dal male, il migliore dal peggiore: eravamo arrivati a mescolare tutto, la memoria di questo momento ci indicherà la strada migliore da percorrere. Credo che ci sarà un riscatto arrivando nel tempo a creare una normalità diversa ma migliore.”

Vi saluto con un invito: volete lanciare un messaggio ai nostri lettori?

Francesca Passeri: “Sono anche una docente pertanto desidero lanciare un messaggio ai più giovani, agli artigiani del futuro. Fate tesoro della diversità, sviluppate competenze diversificate, date un’impronta unica ai vostri prodotti, sfruttate la complessità per arrivare alla libertà di stile.”

Francesca Battisti: “Dopo il buio la luce, la rinascita, la positività. Crediamo più in noi stessi, io ci credo, sono positiva e cerchiamo di concentrarci di più sulle cose davvero importanti.”

Riconciliamoci con noi stessi, distinguiamoci, scegliamoci con coraggio. Lanciamo anche attraverso ciò che indossiamo un messaggio. Un nostro messaggio. Grazie a Francesca Passeri e Francesca Battisti per essere state con noi in questo speciale Talk about.

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