Talk about | la maglieria intreccia le trame di nuovi brand

on Maggio 13, 2020 by Giulia Fucile Leave your thoughts

Abbiamo a lungo vissuto nella e con la convinzione che la maglia fosse una cosa démodé, antica, insomma fuori moda. Da qui il famoso maglione della nonna. Dai, chi non ha mai pronunciato questa frase? Un retaggio culturale che ha influito per anni sul nostro modo di pensare e di vestire. Almeno fino a qualche anno e collezione fa. Da qui, dalla maglieria, parte la riflessione del nostro secondo Talk about.

Oggi la storia è finalmente cambiata. La maglieria si è presa il suo riscatto, la sua meritata rivincita e chi ha scommesso su di lei fin dall’inizio, in tempi come dire non sospetti, è passato da coraggioso a visionario.

Una tendenza si respira nell’aria, si percepisce. C’è chi la coglie e chi no. E poi c’è chi la coglie e la nutre, l’alimenta, la fa crescere. Alcuni giovani brand hanno con curiosità e passione lanciato una sfida alla maglieria stessa e alla sua complessità. Dandole una nuova vita, una nuova forma, una nuova storia da raccontare. Maria Sapio (founder & designer del brand Maria Sapio Knitcouture), Arianna Di Maio (founder & designer del brand Arianna Di Maio) e la maglieria: sono proprio loro oggi le protagoniste del nostro Talk About.

La video intervista inizia e con lei i saluti e le presentazioni: un grande sorriso reciproco sostituisce una stretta di mano o un abbraccio ma il calore arriva lo stesso. Oltre lo schermo. L’on e l’off (line) non si distinguono più. I profili e le persone coincidono, raccontandosi.

Avete entrambe scelto la maglieria, un’arte nata nel passato ma che vive, si tramanda, è oggetto di innovative sperimentazioni… insomma veste la donna di oggi. Cosa vi ha condotte a lei?

Arianna Di Maio: “Mi sono avvicinata alla maglieria durante la mia tesi di laurea; è stata una scelta naturale. Per me che da sempre cerco di distinguermi, di fare qualcosa di diverso. Mi sono ritrovata a giocare con i filati, a creare, a sperimentare una mia tecnica. È stata una scelta di pancia, di emozione, di amore. Dopo i primi riscontri positivi delle mie creazioni, ho lanciato il brand: l’innovazione l’avevo trovata, il carattere sperimentale ed innovativo c’era, adesso dovevo fare un passo indietro. Spinta dalla curiosità della tradizione, mi sono concentrata sulle origini di questa arte, sul conoscere e comprendere come nasce. Ferri, uncinetto, macchina… Unisco la sperimentazione alle varie tecniche tradizionali arrivando a qualcosa di diverso. Unico.”

Maria Sapio: “L’amore per la maglieria nasce durante la formazione al Polimoda. Parlo di amore perché di lei o ti innamori o non ti innamori. È difficile, è complessa, è complicata. Ho conosciuto poi più da vicino questo mondo attraverso esperienze e collaborazioni professionali che mi hanno dato la possibilità di sperimentare ed arricchire la mia conoscenza. Fino al mio brand, al bisogno di comunicare ed esprimere a modo mio questa arte”.

Cosa secondo voi ha determinato e riportato la maglieria in passerella? Stiamo assistendo da qualche stagione ad un vero boom…

Maria Sapio: “Da qualche anno il concetto del fatto a mano è tornato alla ribalta, pensiamo al “lavorare ai ferri” per esempio. La maglieria è qualcosa di astratto, dà infinite possibilità in confronto ad un tessuto. Prende vita, con lavorazioni, trattamenti… E’ un lavoro estremamente complesso, richiede tantissima manualità ed il suo collocamento di nicchia è proprio per queste ragioni giusto. Dietro c’è una storia, qualcosa da raccontare, un rapporto, un individuo… tutto questo ha portato a riscoprirla”.

Arianna Di Maio: “Per tanto, troppo tempo, è stato erroneamente visto come lavoro antico, piatto, non stimolante. Ma non è affatto così. Anzi, è sperimentazione, ricerca, possibilità, unicità”.

Siete donne che create per le donne: come avete fatto a scoprire la vostra donna ideale? E come ve la immaginate?

Maria Sapio: “Prima di domandarmi come sia la donna per cui creo e realizzo le mie creazioni, mi domando cosa voglio trasmettere, quali emozioni voglio suscitare. Scavo in me, in come vedo io l’essere donna, cercando di scoprire e comunicare un nuovo modo di sensualità e femminilità. La mia donna è emancipata, determinata ma allo stesso tempo ha in sé la classe, i modi, il bon ton del passato. La cerco infatti nella storia, nel passato appunto. Un po’ come un ritorno alle origini, loro fanno parte di noi, è anche grazie a loro che diventiamo ciò che siamo. Quindi la mia donna è un mix tra passato e presente ma anche tra maschile e femminile: la parte forte si impasta alla dolcezza.”

Arianna Di Maio: “Beh la mia donna è forte, determinata, si sente adeguata nella sua originalità. Osa, indossa un colore vivace anche se in pieno inverno. È coraggiosa, intraprendete, unica.”

Realizzate capi senza tempo. Per estetica e qualità. La femminilità del domani assomiglia a ciò che state creando adesso? Pensate che evolverà, cambierà…?

Arianna Di Maio: “Porterà nel domani ciò che è oggi ma evolverà, crescerà”

Maria Sapio: “Le collezioni evolveranno perché noi stessi evolviamo ma l’identità resterà solida e radicata, si rinnoverà ma rimarrà coerente a se stessa”.

Fondare un proprio brand comporta un grande impegno quotidiano e costante. Fate un salto indietro con la mente… vi immaginavate di dover affrontare un’attività così intesa?

Arianna Di Maio: “Pensavo che fosse difficile ma non così difficile. Sono parte integrante di tutta la filiera. In una piccola anzi piccolissima azienda i lavori non si suddividono: i problemi crescono, gli imprevisti anche. La creazione va di pari passo alla progettazione e alla realizzazione. E poi c’è la sperimentazione, lo studio delle lavorazioni, delle forme, dei colori, il rapporto con i fornitori, con i laboratori, la gestione dei social: anche il postare una foto richiede il suo tempo, capire come intercettare ed arrivare al pubblico.”

Maria Sapio: “Quando si inizia da soli tu sei l’azienda e devi pensare a tutto. Qualsiasi problema è tuo ma fa parte del gioco. Si passa da un’attività ad un’altra, cercando di organizzarsi al meglio. In questo percorso di crescita è importante trovare le persone giuste a cui iniziare a delegare. Abbiamo bisogno degli altri, umanamente non si può essere bravi in tutto”.

Delegare ci scarica da un flusso incessante di attività ma allo stesso tempo non è facile. Presuppone ascolto, collaborazione, messa in discussione, sinergia. Non trovate?

Maria Sapio: “Questo sta nella qualità dell’imprenditore. Nella comunicazione, nell’ascolto, nel trasmettere”.

Arianna Di Maio: “Condivido, è difficile ma necessario, è importante poter delegare”

Bene allora tra i vostri progetti futuri potete ufficialmente annotare avere un staff a cui delegare! Tra sorrisi e complicità il Talk about continua, trova il suo posto tra noi e la volontà di condividere un momento oltre che un pensiero.

Da fondatrici di giovani brand fatti in Italia quale messaggio vorreste lanciare?

Arianna Di Maio: “Credere più nell’artigianato italiano e in ciò che portiamo con le nostre creazioni nel mondo. Il Made in Italy è una sicurezza, una garanzia conosciuta e riconosciuta in tutto il mondo appunto. Utilizziamo materiali made in italy, incentiviamo il mercato italiano. Facciamo sacrifici su sacrifici per sostenerci.”

Maria Sapio: “Credo che ci dovrebbe essere più rigidità nella dichiarazione del Made in italy. Dovrebbero tutelare chi lo fa davvero e non chi lo scrive solo su un’etichetta. Questo è uno dei più grandi ostacoli per chi cerca davvero di portare avanti il valore del fatto in Italia. Inoltre dovrebbero dare ai nuovi brand con potenzialità di crescita più spazio, includere, dare la possibilità”.

Sono curiosa: quando non lavorate cosa vi piace fare?

Arianna inizia la sua frase proprio come mi aspettavo. Ma lo fa sorridendo. La dedizione e l’impegno dedicati al lavoro vengono ripagati dalla grande passione: “Ma quando non lavoriamo? Ahah… Nei piccoli ritagli di tempo dal lavoro esco nel weekend e leggo. Mi piace leggere.”

E Maria Sapio continua: “Quando il tuo lavoro ti piace così tanto non è percepito spesso come un lavoro. A volte sento il bisogno di ricaricarmi, di avere nuovi impulsi da usare poi come bagaglio per la mia attività. Mi piace tantissimo visitare mostre d’arte, immergermi nella Natura, ascoltare la musica.”

Avete un luogo del cuore?

Arianna Di Maio: “Shanghai. Ho sfilato in una città vicina e ho avuto la possibilità di visitarla; la cultura orientale in generale mi affascina e mi emoziona…Shanghai mi è entrata proprio nel cuore”.

Maria Sapio: “Più che ritornare vorrei scoprire un posto nuovo. Sento la necessità di farmi colpire da cose mai viste”.

La moda muove tante persone. È un flusso di pensieri, una filiera di mani. È un bagaglio culturale. Non soffermatevi alle apparenze, andate oltre la copertina, avventuratevi fino in fondo. Lì, dove risiede il pensiero e il tempo di chi lo ha disegnato, cucito, sfatto e rifatto quel prodotto. Dove risiede il vero valore del made in Italy. Grazie a Maria Sapio, ad Arianna Di Maio e alla loro maglieria per essere state con me nel secondo Talk about.

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